L'arte negli occhi del Bassotto
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L’arte negli occhi del Bassotto

bassotto

I cani sono stati raffigurati nelle arti popolari per secoli: i levrieri nei mosaici egiziani, i terrier nelle scene di caccia medioevali, i Bichon Frisé nelle tele rinascimentali.

Non solo soggetti artistici ma vere e proprie muse ispiratrici.

Il bassotto, in particolare, è stato riprodotto in molte opere d’arte. Amato da molti pittori che lo hanno scelto come compagno di vita a 4 zampe.

E’ l’incarnazione canina di tutti i più grandi difetti dell’uomo: capriccioso, geloso, focoso, narcisista, orgoglioso, scontroso, pigro, irascibile ma soprattutto adorabile.

Come un pezzo d’arte, o si sia ama o si odia, non esistono mezze misure.

È un cane che comunica con le persone, anche solo con uno sguardo. Dotato di una forte personalità, è audace coraggioso e curioso. Il cane da compagnia per eccellenza, grazie alle sue grandi qualità caratteriali e alle dimensioni miniatura.

Per 2 famosi artisti del ‘900, questa simpatica razza di piccola taglia è stata una fonte di l’ispirazione.

Pablo Picasso

Picasso Bassotto

Picasso è sempre stato circondato da donne: muse ispiratrici, oggetti del desiderio, vere e proprie ossessioni. Ma nessuna di loro ha potuto reggere il confronto con il suo amato bassotto di nome Lump (“Birba” in italiano).

Fu proprio con la sua impertinenza e sfacciataggine che quel piccolo cane lo fece innamorare. In una intervista del NewYork Times, Piccasso disse: «Lump non è un cane e nemmeno un piccolo uomo. È qualcos’altro!»

 

Andy Warhol

Bassotto Wahrol

Gli eventi mondani degli anni Settanta newyorkesi non potevano escludere il vanitoso e coccolato cane di Andy Warhol. Un bassotto marrone a pelo corto di nome “Archie”.

L’artista ha portato il suo simpatico amico in tutto il mondo. In studio ogni giorno, alle inaugurazioni delle sue mostre dove pochissimi esseri umani potevano entrare, alle interviste più esclusive durante le quali Warhol usava Archie come suo portavoce. Per sviare domande antipatiche sentenziava: «A questa domanda risponderà Archie!».

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